Italia
©diversamente pensante
Ho voluto comunicare ciò che ho compreso dalla
lettura delle mie ferite, a volte dimenticando la mia
metafisica solitudine. Ho bevuto alla fonte del desiderio
sentendomi un’anima smarrita e ho affrontato l’odiato fantasma
del mio passato cercando nella vita lacrime di gioia.
Con la notte nell’animo andavo a caccia del mattino cercando
un respiro che interrompesse il silenzio.
Ho scorto nel mio volto rugoso la debolezza.
Si sta svuotando la clessidra dei miei sogni,
la vita bisbiglia e io sono affamato di pace.
Ho avuto lacrime con diverso sapore e sotto il sole molte volte sono morto senza mai morire.
Ho vissuto saltando da un interrogativo a un altro senza mai davvero comprendere, mentre il tempo depositava polvere sui miei giorni.
Le stagioni mi hanno invecchiato e così è cambiato lo scenario.
Mi sono intossicato d'illusioni e la cura la sto pagando cara, ora che anche
il mattino ha un altro colore...
Recensione teatro per sonnambuli.pdf.PDF
prefazione di
Elisa Gremmo
Stai nascondendo la parte più sconveniente di te stesso?Luca Foscale, no. Vuole tutta la verità, nuda e cruda, e desidera racchiuderla in pochi frammenti di frasi per ricordarci che siamo composti di bene e di male e che solo la forza di volontà ci salverà da noi stessi. L’equilibrista è una raccolta di poesie e “pillole” che richiede al lettore un atto di sincerità.Questo libro è la naturale prosecuzione del precedente Teatro per sonnambuli (Kimerik 2022), in cui Luca Foscale ha ripreso dal filosofo Eraclito la distinzione tra “desti” e “dormienti”, identificando i primi come coloro in grado di andare al di là dell’esperienza immediata e cogliere il principio del mondo e i secondi come coloro che si fermano all’apparenza delle cose e vivono nel sogno e nell’illusione. Il Sonnambulo, quindi, è colui che vive in un contesto senza conoscerlo, colui che è vitale ma senza coscienza e che ignora le regole della vita. Foscale ha posto se stesso dentro a questa categoria, nella speranza illusoria che una presa di consapevolezza lo “svegli”.Il nuovo personaggio incarnato dall’autore – accentuando il carattere esistenzialista delle sue poesie – è quello dell’“equilibrista”: un uomo solo, sospeso volontariamente al di sopra della società, che rifiuta il mondo sottostante ma rischia costantemente di ricaderci.Foscale ritiene che i “dormienti” vivano nell’ovatta della superficialità e non riescano a prestare attenzione a quello che li circonda, così tenta di non farsi ingannare dalla visione banalizzata del mondo e cerca di procedere sull’equilibrio precario dei propri principi, ma a ogni passo la gravità lo attrae. lo stile delle poesie è conciso. Nonostante i temi trattati siano spesso astratti, le immagini che vengono evocate sono immediatamente visualizzabili e concrete. Come gli autori a cui fa riferimento, Cesare Pavese e Camillo Sbarbaro, tenta di esporre in modo netto il fulcro del suo pensiero: è un bollitore di emozioni che comprime e sintetizza ogni singolo messaggio impattante.La scelta di uno stile diretto è conseguente al ruolo che la poesia occupa per Foscale. Scrivere è una pratica lenitiva, ma non terapeutica: ogni verso è una elaborazione di eventi passati o presenti, ma la loro rievocazione è talmente dolorosa da costringerlo a porvi termine nel più breve tempo possibile. L’unico esercizio che allevia la sofferenza è la condivisione delle proprie ferite, il rendersi conto che non si è l’unica vittima – non si è originari nel proprio dolore – e che lo stesso sentimento è provato anche da altri. È in questo che risiede il “coraggio di lacrimare insieme”, il coraggio di raccontarsi sinceramente esponendosi all’altro per quello che si è. Partendo dal presupposto che per conoscere davvero qualcosa bisogna viverlo, condividendo il suo passato cerca di raggiungere chi ha provato emozioni simili.
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